La storia del sapone
La storia del sapone ha origini antichissime risalenti addirittura alla civiltà babilonese (2800 AC).
Di certo, il sapone, veniva utilizzato anche dagli Egiziani (1550 AC) come è possibile leggere nel celebre papiro di Ebers.
Presso i Greci e i Romani il sapone, seppur noto, non era molto diffuso in quanto preferivano utilizzare insieme a degli olii profumati degli attrezzi chiamati strigili per grattare via lo sporco dal corpo.
Da alcuni scritti di Plinio il Vecchio è possibile leggere come i Galli e i Celti invece facessero quasi un abuso di sapone.
Quella Araba, dall’inizio del VII secolo, fu la prima civiltà ad utilizzare la soda caustica e quindi quella che produceva il sapone più simile a quello che produciamo tutt’oggi. Come grassi utilizzavano l’olio d’oliva e di timo.
Producevano diverse varianti, molto profumate, alcune liquide mentre altre solide. Producevano anche un sapone specifico da barba.
Nel XII secolo il sapone sbarca in Spagna per diffondersi gradualmente anche in Francia (Marsiglia) ed Italia (Gallipoli, Savona, Genova, ect).
In Inghilterra producevano il “sapone di castiglia” partendo prevalemntemente dall’olio d’oliva o comunque da grassi non animali. Si ritiene che tale sapone abbia delle origini spagnole.
Fino a questo punto le quantità di sapone prodotte erano comunque piuttosto limitate. La diffusione di massa la si ebbe quando nel 1790 Nicolas Leblanc, medico e chimico francese, scoprì il procedimentio per ottenere la soda dal sale comune.
Velocemente dall’Inghilterra il sapone si diffuse in tutto il mondo e in Nuova Zelanda nel 1894 venne addirittura stampato un francobollo che lo reclamizzava.